♥♥♥Amore-Angeli-Poesia♥♥♥
16/10/2009
Perchè accanirsi tanto?

 

Perché accanirsi tanto?


Viandanti sulla terra

con lo zaino sulle spalle

il necessario per coprirsi

quando fa freddo

e godere di quanto la natura

ci offre.

Allargare le nostre conoscenze

in più paesi del mondo

relazionarsi con tutti

lasciando sorrisi

e strette di mano

al nostro passaggio.

Una carezza e una spalla

per chi piange,

per chi sta per morire

offrire il nostro sostegno

e poi andare avanti,

senza fermarsi

senza voltarsi

e portare tutto sulle spalle

arricchendo il nostro zaino

di esperienze umane.

Cosa serve arricchirsi di beni materiali

visto che giovani, vecchi, bambini,

ricchi, poveri, l'orologio

della vita arriverà per tutti?

Accanirsi, accumulare tesori,

essere avidi, ingiusti,

scontenti, bramanti del lusso

chi tanto chi poco...

per poi fare tutti la stessa fine?

Siamo di passaggio

ma non vogliamo comprenderlo

e ci rendiamo la vita

un inferno,

solo in quel momento

quando ormai è troppo tardi

ci rendiamo conto che forse...

che forse potevamo fare qualcosa

di più...

è tardi ed i figli, i figli dei figli

continueranno ad accumulare,

ad arricchirsi,

a fare ciò che a loro è stato

insegnato.

Perché accanirsi tanto?

Che stupidi che siamo

inconsapevoli delle ricchezze

che la vita stessa ci offre

ci illudiamo di costruirci

una felicità su basi di sabbia

che alla prima folata di vento

si sgretolano spargendosi

ovunque

e piangiamo,

urlando il nostro dolore

materiale.

Felice è colui

che gode del poco

e vive camminando

sulla terra alzando le braccia

verso il cielo

ringraziandolo

per ogni frutto che gli viene

donato.

18 agosto 2009

 

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09/09/2009
Sei

Sei

 

Tu che vuoi essere

al centro dei miei  pensieri

m'importuni dolcemente

come il vento forte

nella tempesta

che vuole spazzare via ogni cosa....

Sei protettivo,

gelosamente mi custodisci

tra le mura del tuo cuore

dove solo io

ho potuto

estirpare le spine

che a lungo ti avevano ferito.

Sei testardo

a volte duro

però davanti

al mio sguardo infelice

corri a cercarmi

premuroso

sciogliendoti

nel mio abbraccio.

Sei caparbio,

tenace

e la tua forza mi aiuta

ad uscire dalla pigrizia

che di tanto in tanto

alberga nel mio essere.

Sei il mio tutto

e ti amo

di un amore diverso,

più intenso

più profondo

più sincero

più maturo...

Sei il mio tutto.

(a mio marito)

9 settembre 2009

 

 

 

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31/07/2009
In memoria di Lucia-Beldanubioblu

in arte Beldanubioblu

Lucia Beldanubioblu, era una bellissima persona... Io non ho avuto modo di conoscerla meglio, ma ho avuto la fortuna di leggere le sue poesie che troverete nel suo blog:

http://beldanubioblu.splinder.com/

oppure su youtube troverete delle magnifiche presentazioni fatte da lei con bellissime poesie, sempre scritte da lei.

Il cielo ha un angelo in più, la terra piange la sua scomparsa... Lucia.. tra gli angeli...

hai lasciato una bellissima eredità a noi comuni mortali, grazie per le tue meravigliose poesie, per le tue bellissime presentazioni grafiche, grazie per la dolcezza che traspare da ogni tuo scritto.

Mi sono permessa di parlare di te, perchè le persone belle d'animo come il tuo,

non devono essere dimenticate.

In punta di piedi,

con il massimo rispetto

ti saluto con la consapevolezza che

veglierai su tutte le persone che ti amano

e che imparano ora ad amarti.

riposa in pace...

Lucia... tra gli angeli...

 

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Dolce pensiero

immagine web

Dolce pensiero

Dolce pensiero

costante

nella mia mente

e nel mio cuore

impresso il tuo nome...

Ti osservo ogni giorno

sempre al mio fianco

mio amato...

Un vortice di stelle

circondano

il nostro amore...

Accarezzo il tuo cuore

baciandolo dolcemente

tenendolo in mano

come un dono prezioso

unendolo al mio,

un unico cuore

un unico amore.

30 ottobre 2001

(a mio marito)

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24/06/2009
Per sempre nel mio cuore

Massimo-Hogan

 

Per sempre nel mio cuore


La moto sfrecciava lungo la sopraelevata di Sampierdarena. Hogan amava la libertà, sentire il vento tra i capelli, ma soprattutto amava la sua moto, costruita pezzo per pezzo con le sue mani. Ricordo ancora ora quando me ne parlava, i suoi occhi brillavano, era fiero ed orgoglioso di quel cimelio, ne parlava come se avesse parlato di una bella donna della quale non poteva fare a meno. Hogan, un ragazzo di appena 23 anni, il 10 luglio del 1993 ne avrebbe compiuto 24.

Conobbi Hogan nel novembre del 1992, ero appena tornata a Sampierdarena dopo un lungo periodo trascorso a Rapallo ad aiutare a ristabilirsi la sorella di mio papà.

Non ne potevo più, volevo finalmente prendermi cura del mio corpo, avevo bisogno di riprendere i miei giri, di vedere le mie amiche, di frequentare le persone della mia età. Ero molto giovane e avevo tanta vitalità ancora da tirare fuori.

Salii le scale della palestra convinta di trovare Roberto, invece mi ritrovai a parlare con un ragazzo dagli occhi azzurro chiaro. Da subito mi colpì il colore dei suoi occhi, così chiari, sembrava di tuffarsi nell' artico... diedi le mie generalità e mi compilò la scheda per poter conseguire le lezioni di ginnastica che lui stesso faceva. Ero imbarazzata, per la prima volta un ragazzo che riusciva a sostenere il mio sguardo senza mai abbassare gli occhi, lo feci io, timidamente arrossii.

Si chiamava Massimo, proprio come il mio fidanzato, che coincidenza, pensammo entrambi. Frequentavo la palestra tre volte alla settimana, a poco a poco ci sciogliemmo. In principio anche Hogan stava sulle sue, poi cominciammo a confidarci, almeno così pensavo, Hogan mi raccontava poco di sé, ma voleva sapere tutto di me, tanto da esprimere un giorno il desiderio di voler conoscere il mio ragazzo... Massimo mi raccontò di avere una tartaruga, viveva sul terrazzo e in quel periodo era in letargo, forse mi aveva detto anche il nome, ma ora non lo ricordo più. Quando facevo la ginnastica i nostri sguardi si incontravano, mi capitava di fare degli esercizi e di trovarmi a cercare i suoi occhi, ed erano lì, non mi lasciavano mai. Quegli occhi parlavano tanto, la bocca era chiusa.

A volte facevo la furbetta, non mi andava quasi mai di fare la ginnastica a terra, preferivo usare i pesi, lui lo sapeva e puntualmente mi beccava e mi sgridava tanto da farmi fare alcune volte più esercizi del solito. Io brontolavo, però alla fine sapevo che lo faceva per il mio bene. Arrivammo perfino ad un compromesso: “se faccio tutti gli esercizi che mi hai dato, mi prometti che mi porterai in moto?”

Stentavo a credere che dalla mia bocca fosse uscita una domanda del genere, eppure gliela feci senza tanti peli sulla lingua, non era da me, ero sempre così gentile ed educata, timida e riservata... ma quella volta fui io a parlare, forse, a distanza di anni comprendo che in qualche modo volevo fare il primo passo. Non sapevo esattamente cosa mi accadeva, stavo bene quando andavo in palestra, ero contenta di vederlo e contenta di parlare con lui e di ascoltarlo. I nostri dialoghi però erano principalmente basati su degli scherzi reciproci o punzecchiamenti vari. Ad esempio mi diceva che quando la domenica mi vedevo con il mio fidanzato, sperava che piovesse, ed io rispondevo che speravo che venisse il diluvio universale così non poteva andare a Firenze. Erano battutine un po' sciocche, dette così non dicono nulla, ma eravamo fatti così, ci divertivamo con il poco, ci sentivamo complici in qualcosa che stava nascendo, ma allora non lo sapevo, non capivo, o probabilmente non volevo capire, avevo paura, eravamo molto simili ma la libertà che aveva lui a me non era data, avevo degli orari, genitori abbastanza rigidi.

Arrivò la festa della donna e trovai sopra lo zaino tre rose rosse, sapevo che me le aveva regalate lui e quando scesi le scale per andare a ringraziarlo negò il tutto. Massimo era così con me, prima di andarmene però mi strizzò l'occhio. Andai a casa e quando suonai il citofono mia mamma mi disse che c'era una sorpresa per me, era un mercoledì e di solito veniva il mio ragazzo, così nascosi le rose per non fargliele vedere, non volevo urtare la sua sensibilità, oppure egoisticamente volevo mantenere il riserbo su una cosa che era solo mia.

L'estate ormai si stava avvicinando, nel mese di maggio avevo già cominciato ad andare al mare e spesso Hogan mi chiedeva dove andavo: io continuavo a giocare, rispondevo e non rispondevo, facevo la difficile, ma non lo facevo appositamente, mi veniva così spontaneo, mi imbarazzavo...Poi la mia amica con la quale ero solita uscire mi disse mentre eravamo sulla spiaggia: “lassù c'è un ragazzo che continua a guardarti”. Era lui, sulla passeggiata a mare, seduto sopra la sua moto. I soliti se, se fosse stato ora, con l'esperienza, la maturità acquisita mi sarei sbracciata per salutarlo e per invitarlo a scendere... invece mi sono nascosta, non volevo farmi vedere in costume, non volevo, ero agitatissima. Perché? Lui se ne andò e tante volte nel corso degli anni mi sono data della stupida.

Ormai si stava avvicinando il giorno della partenza per la montagna, il 26 giugno sarei andata con mia mamma a raggiungere mio padre che era partito prima di noi perché doveva fare l'orto, andai in palestra da Massimo per salutarlo, era un mercoledì il 23 giugno, quel giorno parlammo tanto, c'era poca gente in palestra, mi disse che voleva venirmi a trovare se glielo permettevo ed io per la prima volta acconsentii. Non mi tirai indietro e quando arrivò il momento di lasciargli l'indirizzo mi disse di tornare il venerdì del 25 giugno, così potevamo vederci ancora, acconsentii nuovamente, me ne andai contenta e questa volta non erano solo i suoi occhi a parlare, la sua bocca si muoveva in continuazione... dopo mesi e mesi di palestra ormai avevamo rotto il ghiaccio.

Venerdì 25 giugno accompagnai mia mamma dall'estetista, non vedevo l'ora che finisse, dovevo andare da Massimo, gli avevo promesso l'indirizzo e che sarei andata a salutarlo prima di partire. Incontrai un poliziotto che era solito frequentare la palestra, scherzava e rideva come al solito, poi mi disse che era davvero un peccato che Massimo fosse morto... Non capivo, e continuava a chiedermi come stavo... io gli rispondevo bene e che quello era uno scherzo di cattivo gusto. Il poliziotto quando vide che non sapevo nulla mi disse che era su tutte le locandine di Genova e che c'era un grosso articolo sul giornale. Come un'automa mi avviai verso l'edicola, era lì... Massimo era sulla locandina, era sul giornale... Non capivo, impossibile dovevo andare da lui, lui mi aveva detto di andare venerdì in palestra, lui mi aveva detto di andare a salutarlo prima di partire... Ero seduta nella sala d'aspetto ansiosa che l'estetista si sbrigasse con mia madre, volevo andare in palestra, ero convinta di trovare Massimo nella sua solita postazione, in cima alle scale, dietro alla scrivania a scrivere. Continuavo a guardare la foto sul giornale, anzitutto non c'era scritto Massimo ma Piergiorgio, quindi non era lui, si certo, la foto gli assomigliava ma poteva essere un sosia, lessi l'articolo una decina di volte, ma non capivo niente, i pensieri continuavano ad accavallarsi nella mente. Poi finalmente mia madre finì, la riaccompagnai a casa e andai di corsa in palestra.

Suonai il citofono, aprii la porta sempre con la convinzione di vedere Massimo... c'era Roberto, riuscii solo a dire che allora era vero... mi parlò lui, altri ragazzi che erano lì, non lo so' cosa mi dissero, non capivo niente, niente... avevo la mente annebbiata, ero sconvolta... dissi con un filo di voce che ero andata a salutarlo perché glielo avevo promesso, me lo aveva fatto promettere...

Sono scappata piangendo, entrata in casa mi sono chiusa in camera e ho pianto fino ad addormentarmi. Ho sognato Massimo quella notte: mi trovavo in un giardino e c'era un po' di nebbia, piangevo... piangevo tanto finché dietro alle mie spalle una voce mi chiese perché piangevo e io risposi a quella voce che era morto il mio più caro amico. Lui mi rispose che non dovevo piangere, che lui stava bene. Mi girai e vidi Massimo che era serio, non voleva che piangessi. Mi sono svegliata e stranamente ero felice di averlo sognato.

Sono partita il giorno che avevamo stabilito con mia mamma, sabato 26 giugno, il giorno in cui hanno fatto il funerale a Hogan. Non ci sono andata, non me la sono sentita.


Ogni volta che qualcosa mi preoccupa, ogni volta che sto male sogno Massimo, è come se fosse il mio angelo sotto un certo aspetto, nei sogni lui mi fa capire che mi è vicino, che non mi ha lasciato e che non mi lascerà mai....

Sono passati 16 anni dalla scomparsa del mio amico Massimo, di Hogan come si faceva chiamare dai demon eyes... Ogni tanto vado al cimitero a trovarlo, non abito più a Genova, ma le volte che vado gli lascio sempre tre rose rosse...

Sei sempre nel mio cuore Massimo, sempre, non ti ho mai dimenticato. Oggi, 16 anni fa te ne sei andato, ma sei rimasto e rimarrai per sempre nel mio cuore.


24 giugno 2009

Postato da prediletta alle 09:34 | permalink | commenti (5) - Torna su







06/06/2009
Sole di primavera

 

Sole di primavera


Cinciallegra che canti

sotto i rami

che s'accingono a rinverdire

il bosco stanco

di essere nudo

rallegri il mio spirito

non più tumultuoso

e godo della tua presenza

così simpatica

per nulla infastidita

da un canto

che mi viene voglia

di imitare

con un fischio.

E rispondi al mio chiamarti

con gorgheggi più elevati.

E ti osservo

mentre il sole

di primavera

estende il suo raggio

sul tuo manto

che brilla luminoso.

Sei bella

e mi emoziono

al tuo essere

così gentile.


2 maggio 2009

Postato da prediletta alle 09:48 | permalink | commenti (1) - Torna su







15/05/2009
La mia melodia

foto tratta dal sito: www.pallotti.it

La mia melodia

Tra una lacrima ed un sorriso
vado componendo
la mia melodia.
La bacchetta tra le mani
due tocchi sul ramo
ed il merlo comincia
il suo canto...
La cinciallegra
con la capinera
cantano in coro.
I corvi gracchiano
il tempo
il falco si posa
sulla cima dell'albero...
mentre il pettirosso
saluta dolcemente.
L'orchestra è numerosa
accorrono gli animali
del bosco
e la natura canta...
Caprioli, daini,
pecore ed agnelli,
ghiri, scoiattoli
danzano con i miei gatti,
ed il cane con i lupi
allontanano gli intrusi.
Non v'è spazio per l'odio,
nè per l'invidia,
la mia melodia
è composta dalle note
dell'amore.
In prima fila, orgogliosa
c'è lei, l'amica del mio cuore
applaude tanto da spellarsi
le mani...
Ed io abbandono il male,
la sofferenza
innalzando la mia anima
verso la luce,
dove il mio vero essere
risiede.
Addio tristi pensieri,
fate parte del passato,
nuove melodie m'attendono
in questo presente
ricco di speranza.

15/05/09

Postato da prediletta alle 13:05 | permalink | commenti (1) - Torna su







12/05/2009
Boscolandia

foto di Prediletta

La vostra vacanza tra mare e monti....

visitate il sito:

www.boscolandia.it

un luogo davvero incantevole...!!!

Postato da prediletta alle 10:42 | permalink | commenti - Torna su